Ieri l’Istat ha confermato che il tasso di inflazione ad aprile è salito al 2,7%, un aumento di un punto percentuale rispetto al mese prima. L’eurozona sta su livelli simili. Il balzo è dovuto interamente al prezzo dell’energia e dei prodotti il cui costo di trasporto rappresenta una componente fondamentale del prezzo finale, come gli alimentari freschi. Quali saranno le conseguenze di questo aumento? Una questione chiave è cosa accadrà ai tassi di interesse. Il prossimo incontro del board della Bce è fissato per il 10-11 giugno. Cosa dovrebbe fare la nostra Banca centrale? Saliranno i tassi e il costo dei mutui?
Non so cosa farà la Bce, ma aumentare i tassi di interesse sarebbe sbagliato, almeno per ora. Ve lo dice uno che non è una «colomba» per tutte le stagioni. Nel 2021, quando i prezzi si impennarono dopo due decenni di inflazione bassa, sostenni che la Bce stava ritardando troppo l’aumento dei tassi di interesse. In quell’occasione, però, l’inflazione era dovuta a politiche monetarie e di bilancio pubblico che, in tutti i principali Paesi del mondo, avevano fatto crescere la domanda di prodotti troppo rapidamente. Il fine era valido: far uscire al più presto il mondo dall’abisso del Covid. Ma si era esagerato nella cura ricostituente. La domanda di prodotti aveva accelerato più dell’offerta, frenata da vari colli di bottiglia, e i prezzi erano saliti, a partire da quelli delle materie prime.







