Nel mese di aprile, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua (da +1,7% di marzo); la stima preliminare era +2,8%.
Lo indica l'Istat, spiegando che la salita dell'inflazione è sostenuta essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (da -2,1% a +9,2%) e degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%).
Ad aprile la crescita su base annua dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa, ovvero dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, sale a +2,3% (da +2,2% di marzo). I prodotti ad alta frequenza d'acquisto rincarano del 4,2% (da +3,1%).
L'inflazione acquisita per il 2026, ovvero la crescita media che si avrebbe se i prezzi rimanessero stabili nella restante parte dell'anno, è pari a +2,3% per l'indice generale e a +1,3% per la componente di fondo (al netto degli energetici e degli alimentari freschi).







