Era stato ritrovato in una pozza di sangue nella sua auto. Accanto a lui, una pistola sul sedile. Quel colpo in petto non era stato fatale e l’uomo di 42 anni, di Bitonto, era stato subito portato al Policlinico di Bari. E qui è morto, nel reparto di psichiatria. Ma la famiglia vuole risposte, ed è per questo che la madre e il padre hanno presentato una denuncia, ritenendo che “ci siano state delle gravi responsabilità di natura medica nel reparto”.
L’episodio risale alla notte tra il 7 e l’8 marzo: dopo un litigio con la moglie, il 42enne si era sparato un colpo di pistola all’altezza del polmone in diretta social. Era stato portato d’urgenza all’ospedale San Paolo e poi trasferito al Policlinico di Bari, ricoverato prima in rianimazione e poi in psichiatria. È rimasto in ospedale per quasi due mesi: l’uomo si era ripreso fisicamente quasi del tutto.
I problemi sarebbero iniziati lo scorso 8 maggio: niente chiamata di routine, perché “il telefonino risultava spento - si legge nella denuncia dei genitori - solo successivamente abbiamo saputo che il personale del reparto gli aveva tolto il cellulare e lo aveva spento” e previsto la visita solo di un parente. La sera stessa la famiglia avrebbe ricevuto una chiamata, forse da un’infermiera, che parlava di condizioni stabili dell’uomo, per cui era stato comunque chiesto un consulto al cardiologo e al pneumologo, per la pressione alta.







