Il destino dell'accesso all'aborto è tornato ancora una volta dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti che, a quattro anni dall'annullamento della sentenza 'Roe v.
Wade', ha offerto un'ancora di salvezza, seppur temporanea, ai fornitori di servizi abortivi e alle pazienti. I giudici hanno prorogato la sospensione, da parte dell'Alta Corte, di una sentenza di grado inferiore che limitava la disponibilità del mifepristone (la pillola abortiva).
La decisione, che ha registrato il dissenso dei giudici conservatori Clarence Thomas e Samuel Alito, preserva l'accesso online e per corrispondenza al metodo abortivo più diffuso, mentre i giudici federali di grado inferiore esaminano le spinose questioni legali in gioco.
Le pillole abortive, in altri termini, potranno continuare a essere spedite per posta nell'immediato futuro. I giudici dell'Alta Corte hanno bloccato l'ordinanza del primo maggio emessa dalla conservatrice Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Quinto Circuito, la quale aveva ripristinato l'obbligo per le donne di recarsi di persona presso una struttura sanitaria per ottenere il mifepristone. Se fosse entrata in vigore, l'ordinanza avrebbe limitato drasticamente l'accesso all'aborto in tutto il Paese.













