Tonfo di Piazza Affari a metà seduta, con il Ftse Mib che cede l’1,98% a 49.059 punti, invertendo la rotta rispetto ai 50.050 toccati nella vigilia, quando l’indice si era avvicinato ai massimi dal marzo del 2000. A guidare la correzione sono le preoccupazioni sull’inflazione, che secondo l’Istat è salita dell’1,1% ad aprile, l’attesa di nuovi rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, e un contesto internazionale che non favorisce il rischio. Sul fronte geopolitico, a spaventare gli investitori sono le turbolenze politiche nel Regno Unito, dove il premier Keir Starmer affronta una minaccia alla propria leadership, e le incertezze legate al conflitto in Iran. Dalla Cina arriva invece un segnale distensivo: Donald Trump ha concluso la visita di Stato a Pechino con Xi Jinping, definendola "incredibile" e annunciando accordi commerciali e progressi sul dossier iraniano.

In questo scenario lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi sale a 77 punti base, dai 73 della chiusura precedente, con il rendimento del decennale italiano all’3,87%. A mercati chiusi, S&P Global Ratings pubblicherà il nuovo giudizio sul debito sovrano italiano. Il mercato attende una conferma del rating: nell’ultimo aggiornamento del 30 gennaio 2026, l’agenzia aveva mantenuto il merito di credito a BBB+ migliorando l’outlook a positivo, premiando la tenuta dei conti pubblici e la prospettiva di riduzione dell’indebitamento netto.