Home » Diritti » Rimpatri, controllo dei confini e nuovi approcci: la dichiarazione del Consiglio d’Europa sulla migrazione

La nave Humanity attraccata al porto di Bari con 100 migranti, maggio 2025. Fonte: Saverio De Giglio via Imagoeconomica

Bruxelles – “Gli Stati hanno l’indiscutibile diritto sovrano di decidere e controllare l’ingresso e la permanenza dei cittadini stranieri nel loro territorio“, “possono stabilire le proprie politiche migratorie, che possono includere la cooperazione con Paesi terzi, a condizione che continuino ad adempiere ai propri obblighi derivanti dalla Convenzione” europea sui diritti umani, ed “è importante che gli Stati, compresi quelli esposti a flussi migratori di massa, possano adottare nuovi approcci per affrontare e potenzialmente scoraggiare la migrazione irregolare”, tra cui “l’elaborazione delle richieste di protezione internazionale in un Paese terzo, i ‘centri di rimpatrio’ in Paesi terzi e la cooperazione con i Paesi di transito”. Inoltre, “è importante garantire procedure eque ed efficienti per il rimpatrio delle persone che non necessitano di protezione internazionale” ed “è necessario intensificare la cooperazione operativa per prevenire la migrazione irregolare e promuovere i rimpatri“. Sono alcuni passaggi della dichiarazione politica sulla migrazione adottata, oggi (15 maggio), dai ministri degli Esteri dei 46 Paesi membri del Consiglio d’Europa in occasione della sessione annuale del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa a Chișinău, in Moldavia.