Le scene assurde viste a 50 chilometri dal traguardo di Napoli nel corso della 6a tappa hanno avuto conseguenze importanti per i due giovani tifosi, autori di un atteggiamento più che rischioso per l'incolumità del gruppo: identificati attraverso le immagini televisive sono stati identificati e messi sotto daspo urbano. "Non hanno capito il rischio che ci hanno fatto correre", il commento di Davide Ballerini, vincitore della tappa campana, seguito da quello di Alberto Bettiol: "Andiamo velocissimi, se ci tocchiamo andiamo in ospedale tutti".

Un primo tentativo, poi di nuovo un altro per provare a toccare i ciclisti che stavano percorrendo in gruppo una rotonda a 50 chilometri dal traguardo di Napoli, nella parte finale del Giro d'Italia. Il tutto inquadrato in diretta TV dalle telecamere Rai, con tanto di replay. Utili per aver poi permesso alle forze dell'ordine l'identificazione e la denuncia dei due ragazzi, raggiunti poi da un daspo urbano. Ma questo poco conta. Ciò che è più grave e che in parte ha scosso anche gli stessi corridori è la sensazione dell'assoluta mancanza di cognizione di quanto fatto e di ciò che poteva accadere. A sottolinearlo è stato Alberto Bettiol che era in gruppo e ha vissuto in tempo reale quanto successo.