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Il gup del tribunale di Roma ha accolto la richiesta dell'imputato - già consulente dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sede - di procedere con il rito abbreviato
La procura di Roma accusa Antonio Pelayo Bombín, sacerdote e giornalista spagnolo di 81 anni, consulente dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, di violenza sessuale ai danni di un altro cronista più giovane. Oggi, venerdì 15 maggio, il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Roma ha accolto la richiesta di procedere con il rito abbreviato presentata dal sacerdote: il processo inizierà a gennaio.
La vicenda risale al Conclave del maggio 2025, convocato dopo la morte di Papa Francesco. In quei giorni di fermento, secondo le accuse Pelayo Bombín ha invitato a casa il collega per motivi professionali, ma poi avrebbe iniziato a compiere gesti non consensuali, spingendosi fino a contatti fisici definiti "invasivi". A questo punto il giovane giornalista riesce a svincolarsi ed esce dalla casa in uno stato di forte agitazione.
Da qui la querela e le indagini. Ora le accuse contestate a Pelayo saranno chiarite nel corso del processo, dove il sacerdote è difeso dagli avvocati Carlo De Marchis e Luca Goffredo, mentre la vittima è rappresentata dal penalista Massimiliano Lecce.







