Il deposito all’EUIPO del marchio sonoro “Sono Giusy Ferreri” apre un fronte nuovo contro il voice cloning: la registrazione può rafforzare licenze, deterrenza e azioni di contraffazione, ma non basta a proteggere l’intera identità vocale. GDPR, dati biometrici e diritto della personalità restano decisivi

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Il deposito presso l’EUIPO del marchio sonoro vocale di Giusy Ferreri, primo caso europeo riferito a un’artista musicale dopo il precedente statunitense di Taylor Swift, ripropone una questione che il diritto industriale, quantomeno nel Vecchio Continente, aveva sin qui affrontato solo marginalmente.

Questa traccia, nell’intenzione dell’artista, è destinata a fungere da segno distintivo registrato al fine di prevenire usi non autorizzati e riproduzioni sintetiche realizzate tramite sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Il deposito, reperibile pubblicamente sul sito dell’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale, consiste in un breve file audio in cui l’artista pronuncia la frase “Sono Giusy Ferreri“.