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Dall’Assegno unico all’agevolazione per lo psicologo, fino ai libri scolastici: per i nuclei sotto i 35mila euro l’indicatore economico diventa la chiave per alleggerire il bilancio domestico

Tra rincari, spese scolastiche e costi sempre più elevati per la gestione dei figli, le famiglie italiane continuano a fare affidamento sui bonus collegati all’ISEE per alleggerire il peso del bilancio domestico. L’indicatore economico resta infatti il parametro decisivo per accedere a una lunga serie di agevolazioni dedicate ai nuclei con redditi medio-bassi. Per chi si colloca sotto i 35mila euro, il 2026 mette a disposizione contributi che spaziano dalla natalità agli asili nido, passando per scuola, supporto psicologico e sostegni alla genitorialità.

La misura più rilevante resta l’Assegno unico universale, destinato ai figli a carico fino a 21 anni, senza limiti di età in caso di disabilità. Per il 2026 l’INPS ha aggiornato importi e soglie ISEE con una rivalutazione dell’1,4%, ricordando che senza ISEE valido da marzo si riceve solo l’importo minimo; la DSU presentata entro il 30 giugno consente però di recuperare gli arretrati. Accanto all’assegno mensile c’è il bonus nuovi nati, pari a 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo. L’accesso è riservato ai genitori con ISEE per prestazioni familiari non superiore a 40mila euro, calcolato senza considerare gli importi dell’Assegno unico. La domanda va presentata all’INPS entro 120 giorni dall’evento.