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Dall’Assegno unico al bonus nido, fino ai contributi per libri scolastici e salute mentale: la soglia dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e apre l’accesso a diverse misure

L’Isee è diventato il termometro del welfare italiano: misura la condizione economica delle famiglie e, sempre più spesso, stabilisce chi può accedere agli aiuti pubblici e con quale intensità. Sotto la soglia dei 35mila euro, il paniere delle agevolazioni resta ampio, ma non automatico. Dall’Assegno unico al bonus nido, dai contributi per la scuola al sostegno psicologico, ogni misura segue regole proprie. Ed è proprio tra soglie, requisiti e scadenze che si gioca una parte importante della capacità dello Stato di sostenere i nuclei più esposti al caro-vita.

Il primo pilastro resta l’Assegno unico universale, pensato per accompagnare le famiglie con figli a carico fino ai 21 anni, se ricorrono alcune condizioni, e senza limiti di età in caso di disabilità. L’importo non è uguale per tutti: cresce al diminuire dell’Isee e tiene conto anche del numero dei figli e delle eventuali fragilità presenti nel nucleo. Per il 2026, secondo l’Inps, la soglia massima Isee è pari a 46.582,71 euro. Chi non presenta l’indicatore o supera questo limite riceve l’importo minimo, mentre chi ha un Isee più basso accede a cifre più consistenti. Per le famiglie sotto i 35mila euro, quindi, l’Assegno unico non rappresenta solo un contributo simbolico, ma una voce ricorrente nel bilancio mensile. L’importo può essere superiore al minimo di circa 58 euro e arrivare fino a circa 223 euro nelle fasce più basse. Fonte: Inps.