PADOVA - Padova piange Adone Brandalise, il professore, letterato, filosofo, strenuo sostenitore del pensiero critico, scomparso ieri a 76 anni. Amatissimo da generazioni di studenti, una figura imponente, una sterminata cultura, un eloquio incantatore, l'ammaliante forza della fascinazione che solo i grandi maestri sanno trasmettere agli studenti, e a chiunque per diversi motivi sia venuto in contatto con lui, lo abbia ascoltato argomentare in una conferenza, una lezione, una chiacchierata in osteria su arte, letteratura, filosofia, politica, psicoanalisi.
Discipline che Brandalise nei suoi studi e nel suo pensiero ha sempre intersecato, mescolato, attraversato, in quella visione trasversale e contaminata dei diversi ambiti scientifici e culturali che è imprescindibile alla conoscenza.
Brandalise era nato a Pistoia nel 1949 e si è laureato nel 1972 con Vittore Branca con una tesi dal titolo "L'opera e la critica. Esperimenti su testi narrativi italiani", in cui vengono sperimentati nuovi metodi critici su testi di Alessandro Manzoni e Carlo Emilio Gadda. Professore di Teoria della letteratura all'Università di Padova, è stato direttore del Master di Intercultura, la sua attività di ricerca si è caratterizzata per il costante intreccio tra riflessione filosofica e psicoanalitica con l'interpretazione del testo letterario.






