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L’11 giugno si accenderanno i riflettori dello stadio Azteca di Città del Messico per la partita inaugurale della 23esima edizione dei Mondiali di calcio, quella tra Messico e Sudafrica. O dovrebbero accendersi. Il condizionale è d’obbligo perché l’impianto in cui Maradona segnò il gol della «mano di Dio» nel 1986 è finito sotto osservazione della Nasa, atttraverso sofisticati satelliti radar in grado di rilevare minime variazioni della superficie terrestre. Da qualche tempo i rilevamenti sul terreno ha mostrato dei cedimenti, come sta succedendo in altre zone della capitale, di circa un centimetro e mezzo al mese, come precisato dal Daily Mail.









