Milka finisce sotto accusa per le sue barrette “dimagrite”. Il Tribunale regionale di Brema ha condannato il produttore Mondelēz per shrinkflation, stabilendo che i consumatori non possono essere tratti in inganno da confezioni identiche che nascondono una riduzione del peso del 10 per cento. La causa, nata dalla denuncia dell’ufficio tutela consumatori di Amburgo, evidenzia un aumento di prezzo occulto di oltre il 48 per cento.

Sin dallo scorso 2025, i consumatori avevano cominciato a riscontrare dei cambiamenti nelle tavolette messe in commercio da Milka, azienda storica nel settore della produzione di cioccolata. Così le sue barrette Milka Alpine Milk, da un giorno con l’altro, si erano assottigliate di un millimetro sugli scaffali dei supermercati. Si trattava però di tutto fuorché di una variazione di poco conto, dal momento che quel millimetro mancante portava via con sé il 10% del prodotto. Ciò che l’imballaggio – del tutto identico a prima – nascondeva, era il passaggio del peso della barretta da 100 g a 90 g. Il paradosso, inoltre, ha voluto che il costo della barrette sia aumentato, passando da 1,49 € a 1,99 €, con un aumento di prezzo di oltre il 48 per cento.

Il sito del VZHH riporta come «la nuova quantità nominale è stampata in caratteri minuscoli sulla parte anteriore della confezione, ma questa informazione è spesso nascosta dalle alette delle scatole sugli scaffali dei supermercati». Non esisterebbero quindi variazioni significative nel design del pacchetto, che possano anche solo portare il consumatore a dubitare che possa trattarsi di un prodotto diverso da quello che era solito acquistare. Inoltre, il nuovo peso verrebbe menzionato in piccolo, sulla parte anteriore del pacchetto, che risulta spesso nascosta negli espositori e coperta da linguette.