La spiega l'inventore Andrea Ruggeri, un tempo deputato di Forza Italia e tra i prediletti di Berlusconi
Il primo è stato Gennaro Sangiuliano con Maria Rosaria Boccia. Poi è toccato a Matteo Piantedosi con Claudia Conte. Ora è la volta di un terzo ministro attempato accusato di avere l’amante con la moglie che «sa tutto». Il Foglio oggi parla con Andrea Ruggieri, ex deputato di Forza Italia tra i prediletti di Silvio Berlusconi, che racconta di una regola che bisogna osservare prima di nominare un ministro. Proprio per evitare situazioni del genere.
«Prima di nominare un ministro, bisognerebbe fargli una semplice domanda, più utile di qualsiasi curriculum. Con quante donne sei stato? Perché se quello risponde meno di trenta, il ministro non lo può fare. Non è vaccinato alla vita», spiega Ruggeri. Che poi racconta la genesi della regola all’epoca di Berlusconi: «Era il 2017 e pensavamo che saremmo tornati al governo. Disegnai persino un grafico. Ascisse e ordinate. Berlusconi rideva come un matto, ma la cosa in realtà è seria». Che bisognava applicare anche al «terzo ministro ultrasessantenne che avrebbe scoperto, nell’esercizio delle proprie funzioni, turbamenti non previsti dal decreto di nomina». Perché una coincidenza è una coincidenza, due sono troppe, tre sono un problema di selezione del personale.






