Fa tappa a Verona il tour itinerante di Pulsar – Festival delle Stem, il progetto ideato da iliad e organizzato dalla redazione di Open, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle Stem. Dopo l’evento di lancio all’Ara Pacis e la seconda tappa a Milano, il viaggio prosegue con un format che mette in dialogo scuole, istituzioni e imprese. Il calendario prevede sei appuntamenti pensati per rendere le discipline scientifiche e tecnologiche più inclusive e attrattive, superando stereotipi e ostacoli ancora diffusi. «Siamo partiti da un concetto chiave: accessibilità. Rendere le materie Stem più accessibili, più vicine – sottolinea Giulia Scognamiglio, Corporate Communication and CSR manager di iliad -. Abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio in modi diversi, anche attraverso la musica, spesso vista come un ambito esclusivamente umanistico, ma che in realtà presenta una forte componente tecnica».

La giornata veronese è cominciata la mattina e ha coinvolto direttamente gli studenti dell’Istituto Tecnico Statale “Cangrande della Scala” di Verona, con workshop e momenti di confronto, offrendo uno spazio concreto per esplorare le materie Stem e i loro sbocchi lavorativi. Un’occasione per riflettere sulle competenze richieste oggi e sulle opportunità offerte dai percorsi scientifici e tecnologici. Nel pomeriggio, il festival ha aperto le porte alla cittadinanza con il panel Il suono della scienza, quando la musica incontra la tecnologia, moderato dalla giornalista di Focus Giada Giorgi. Un dialogo che ha messo in luce il rapporto sempre più stretto tra arte e scienza, e in particolare sullo stretto rapporto tra musica e tecnologia.