Le telecamere riprendono tre rapinatori che entrano come normali clienti, ma è solo un diversivo. Sotto terra, una squadra di esperti ha scavato per mesi un tunnel di 12 metri per svuotare le cassette di sicurezza. Sigillati i tombini per bloccare la polizia
Tute da operaio, cappellini, maschere a coprire il volto e lo sguardo sempre basso per sfuggire all’occhio elettronico. Le immagini delle telecamere interne della filiale di Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, a Napoli, restituiscono i contorni di una rapina pianificata nei minimi dettagli. In due video, mostrati dal Tg1 e ora al vaglio degli inquirenti, si vedono tre uomini entrare con calma apparente, quasi fossero clienti qualunque. Poi, il cambio di passo: uno dei tre sbarra la porta antipanico con un palo di ferro, dando inizio a un incubo durato oltre un’ora per 25 persone, tra dipendenti e correntisti, rimaste prigioniere in un ufficio.
La squadra di superficie e gli «uomini talpa»
Ma mentre i tre banditi tenevano sotto scacco il personale in superficie, il vero colpo avveniva nel sistema fognario della città. Una seconda squadra di professionisti, i cosiddetti «uomini talpa», è sbucata dal pavimento proprio davanti al caveau dopo aver scavato un cunicolo lungo 12 metri collegato alla rete fognaria. L’azione dei tre uomini ripresi dalle telecamere sembra quindi soltanto un sofisticato diversivo. L’obiettivo non era la cassa, ma le cassette di sicurezza. I banditi sono andati a colpo sicuro, puntando a quelle trasferite due anni fa dalla sede di via Scarlatti: secondo i correntisti, erano le più vulnerabili, tanto che «basta un cacciavite per aprirle». In totale sono state razziate almeno 40 cassette, ma il conteggio definitivo potrebbe essere molto più alto.










