Tensioni dentro e fuori l'evento. A promuovere la mobilitazione è il collettivo «Art Not Genocide Alliance». Nel pomeriggio il corteo in solidarietà della Flotilla

Momenti di tensione al corteo pro Pal alla Biennale di Venezia nei pressi dell’Arsenale. I manifestanti, circa 2mila, hanno tentato di sfondare il cordone della polizia, che li ha bloccati anche con l’uso di manganelli. Dopo pochi minuti, gli attivisti si sono allontanati ed è tornata la calma. I manifestanti, che sono partiti da via Garibaldi intorno alle 17, hanno protestato contro la presenza di Israele alla Biennale.

Mentre il presidente Pietrangelo Buttafuoco litigava con il governo italiano e l’Unione europea sull’opportunità di far partecipare o meno la Russia, tra i corridoi della Biennale di Venezia le proteste si dirigono verso un altro padiglione: quello israeliano. Secondo quanto riporta il canale Telegram Global Project, una ventina di padiglioni, tra i Giardini e l’Arsenale, hanno aderito a una protesta anti-Israele. «Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina», riferisce Global Project.