Sembra che il Piano Casa sarà uno dei punti su cui il governo Meloni punterà di più nel suo ultimo anno di mandato, e in campagna elettorale. Lo ha chiarito anche la presidente del Consiglio nel corso dell'ultimo premier time, dove ha citato più volte il Piano. Fanpage.it ha intervistato Mattia Santarelli, presidente del comitato Ma quale casa, che ha smontato diverse delle promesse fatte dal governo.
A partire dalle 60mila case popolari da riqualificare: non solo non è chiaro quanto tempo ci vorrà, ma i soldi da usare verranno da fondi per progetti di Comuni medio-piccoli, che quindi si fermeranno. Dall'altra parte, per la "fascia grigia" di persone che non hanno accesso all'edilizia popolare ma faticano a sostenere il costo della casa (e qui spesso rientrano anche gli studenti o i giovani lavoratori in grandi città), non c'è nemmeno un euro: ci si affida ai fondi di investimento privati. Con iniziative che già in passato non hanno funzionato.
Meloni ha detto che la casa non è un lusso, ma un bene fondamentale e lo Stato deve aiutare chi ha diritto ad avere una casa popolare e sostenere chi non ha diritto a una casa popolare, ma non se la può permettere.
Siamo tutti d'accordo, però il presupposto necessario affinché queste affermazioni siano vere è che le case ci siano. E quindi ci siano i soldi per farle. Lei e Salvini si sono inventati questo Piano Casa dopo quattro anni di governo, dopo una stagione referendaria che non li ha visti proprio trionfare, e quindi sono corsi ai ripari con un tema molto sentito per far vedere che stanno lavorando…








