Turismo, ma anche fragilità delle infrastrutture e ondate di calore. Mentre è scarsa la presenza di comunicazione legata all'economia, all'industria, al porto, alla ricerca scientifica. Cultura, la cucina e i borghi dell'entroterra le aree da sviluppare
Genova - "Da ligure nel mondo per 22 anni dico che è molto importante avere una popolazione all'estero che non ha rinunciato alle sue radici. Io mi ricordo quando stavo a Rochester nello stato di New York che un terzo dei cognomi erano italiani. In California come in Cile ci sono posti che rappresentano una memoria viva della discendenza ligure. C'è una ricerca di recuperare queste radici e contatti e noi dobbiamo essere capaci di recuperare le ricadute culturali ma anche economiche di questo fenomeno", dice Marco Bucci, presidente della Liguria, alla presentazione dell'indagine "La Liguria e i liguri nel mondo", una sentiment analysis a cura di Sergio Di Paolo per l'associazione Liguri nel mondo presieduta da Mario Menini.
"Io non credo che i giovani che vanno all'estero per fare esperienza siano un fenomeno positivo perché non vanno via per necessità e poi tornano", sostiene Bucci, "per ogni under 35 che se ne va in Liguria ne arrivano tre".






