Meno male che c’è Kate Middleton, così qualche tg ha mandato in onda anche lo sfondo, delle immagini della futura regina d’Inghilterra arrivata in visita in Italia. Sì, il cancro. Sì il primo viaggio dopo la malattia, addirittura da sola. Pensa te, da sola. Sì il vestito azzurro (forse in onore al nostro paese?) e le risposte così graziose, in italiano: mi chiamo Caterina, grazie mille. Ma poi, appunto, lo sfondo. Come mai a Reggio Emilia? Come mai nelle scuole dell’infanzia, a fare la creta coi bambini. Ecco, questa è la notizia. Èvenuta perché da decenni Reggio Emilia è la capitale di un metodo educativo celebre nel mondo. “The Reggio Emilia approach”, nella sua lingua. È venuta a vedere da vicino come funzionano le scuole emiliane. Chissà quanti italiani lo sanno. Chissà se anche al ministero c’è qualcuno che se ne occupa, che finanzia e incoraggia questo esempio di eccellenza. Non direi, stando ai dati. Francesco Profumo, presidente della Fondazione Reggio Children, ha spiegato agli interessatissimi cronisti inglesi che il Reggio Emilia approach coinvolge circa 3500 scuole nel mondo e 1500 in Europa. Pochissime, invece, in Italia. “Si tratta di numeri risibili ed è difficile capirne bene il perché”. Infatti, è difficile. I bambini che oggi vanno all’asilo arriveranno all’università fra vent’anni: saranno presto adulti ma è un presto che non coincide con il “presto” di chi misura il tempo con quello della sua permanenza al governo. Kate Middleton ha visitato tra l’altro il centro Re Mida, che sviluppa da trent’anni la collaborazione con aziende che donano i loro scarti per essere lavorati nei laboratori dei bambini: “La principessa ha espresso il proposito di coinvolgere aziende britanniche in questa economia circolare a vantaggio dell’infanzia”. Già il prossimo autunno il personale di Reggio Children andrà a fare formazione agli insegnanti inglesi. Bene, no? Se ne avanzasse qualcuno, di formatori, magari il ministro dell’Istruzione potrebbe avvalersene. Così, un’ipotesi.
Lo sfondo dietro Kate Middleton
L’eccellenza degli asili ignorata dall’Italia












