di
Vincenzo Brunelli
La vittima è un dentista che stava andando al lavoro. Secondo il gip «si era spostato in maniera imprevedibile e non poteva essere visto da parte del conducente dell'auto». Dopo 8 anni il maxi risarcimento in sede civile: «esiste un concorso di colpa»
Faceva sempre lo stesso percorso da anni, in via Badone a Como, per arrivare in studio, dopo aver percorso la strada privata che portava ai parcheggi sotterranei di un supermercato. Ma quella mattina del 4 gennaio del 2018 le cose andarono diversamente. C.D.C., noto dentista della città, intorno alle 10 del mattino venne investito da un'auto che non si era accorta della sua presenza, mentre stava attraversando la strada. L'uomo venne trasportato d'urgenza in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale Sant'Anna di Como, dove però verso mezzogiorno morì in seguito ai traumi riportati.
L'urto era stato troppo violento, come spiegarono i medici all'epoca, e nonostante le cure non ci fu nulla da fare. Ne viene fuori anche un procedimento giudiziario penale ma il gip decise di archiviare. Per il Tribunale di Como l'uomo non avrebbe utilizzato le strisce pedonali né il sovrappasso, anzi si era «spostato in maniera imprevedibile e non poteva essere visto ed individuato da parte del conducente dell'auto».






