I passeggeri americani che erano a bordo della nave da crociera in cui è scoppiato un focolaio di hantavirus stanno rientrando negli Stati Uniti. Ma gran parte del paese non dispone di uno strumento sanitario essenziale: un test in grado di diagnosticare la malattia nelle primissime fasi dell’infezione. Presto però le cose potrebbero cambiare.Nell'arco di pochi giorni, un laboratorio del centro medico dell’Università del Nebraska di Omaha ha infatti sviluppato un test diagnostico per il virus Andes, in vista dell’arrivo dei 16 passeggeri statunitensi che si trovavano sulla Mv Hondius.“Credo che al momento potremmo essere l’unico laboratorio del paese ad avere questo test”, ha spiegato a Wired Peter Iwen, direttore del Laboratorio di salute pubblica del Nebraska. Il riferimento è a un test Pcr (reazione a catena della polimerasi), un esame che si è già rivelato fondamentale durante la pandemia di Covid-19 e che è in grado di rilevare quantità minuscole del virus prima che compaiano sintomi evidenti. Si tratterebbe di uno strumento cruciale per individuare rapidamente i casi, avviare subito le cure e limitare la diffusione dell'infezione.La corsa allo sviluppo di un test per l'hantavirusIl centro medico dell’università ospita un’unità di biocontenimento altamente specializzata, progettata per assistere pazienti colpiti da gravi malattie infettive per cui non esistono vaccini o trattamenti. Il personale della struttura aveva già assistito diverse persone durante un focolaio di Ebola del 2014, ma anche i primi statunitensi a cui era stato diagnosticato il Covid-19 nel 2020.Quando al Nebraska è stato comunicato che avrebbe accolto alcuni dei passeggeri americani della Mv Hondius, Iwen ha contattato i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi (Cdc) per capire se avessero già test disponibili. Il laboratorio ha saputo che l’agenzia è in grado di eseguire un test sierologico capace di rilevare la presenza di anticorpi contro l’hantavirus. Che però i pazienti sviluppano solo quando sono già malati.Andrew Nixon, portavoce del dipartimento della Salute degli Stati Uniti, ha spiegato a Wired che i Cdc dispongono di un esame Pcr per il virus Andes, specificando però che si tratta di un test di ricerca che non può essere usato per la gestione clinica dei pazienti. I test di ricerca vengono impiegati negli esperimenti scientifici, mentre quelli diagnostici, pensati per confermare o escludere la presenza di una malattia, devono essere sottoposti a controlli rigorosi, cioè validati, per assicurarsi che producano risultati coerenti. Nixon ha aggiunto che il dipartimento della Salute sta lavorando alla validazione del suo test Pcr.Il laboratorio di Iwen si è mobilitato rapidamente per reperire i materiali necessari a realizzare e convalidare un test Pcr da zero. Il team ha contattato un laboratorio in California – uno stato che ha già registrato casi di hantavirus –, che però aveva sviluppato un test pensato per un ceppo specifico individuato negli Stati Uniti (e non per il virus Andes, quello che ha causato l'attuale focolaio)."I test che abbiamo a disposizione negli Stati Uniti non rileveranno il virus che si trova in Sudamerica", ha detto Iwen, sottolineando che il ceppo Andes è geneticamente molto diverso dal ceppo principale di hantavirus presente negli Stati Uniti, noto come Sin nombre.Il laboratorio si è quindi messo in contatto con Steven Bradfute, scienziato dell'Università del New Mexico specializzato in hantavirus. Frannie Twohig, una dottoranda nel laboratorio di Bradfute, aveva sviluppato un test Pcr per il virus Andes a scopo di ricerca, e il centro dispone anche di materiale genetico del ceppo, di cui il laboratorio del Nebraska avrebbe bisogno per convalidare il suo test.L'8 maggio Bradfute ha spedito il materiale genetico in Nebraska, insieme a una scatola di reagenti chimici per rilevare il virus nei campioni di sangue. La mattina seguente, l'équipe di Iwen aveva il necessario per iniziare ad assemblare e convalidare il test.Il materiale è stato sufficiente per eseguire circa 300 test, che hanno richiesto due giornate intere, racconta Iwen. Il suo team ha aggiunto il materiale genetico del virus Andes in varie concentrazioni a campioni di sangue umano sano, per vedere se il test era in grado di rilevarlo. Dopodiché i ricercatori hanno confrontato i risultati con alcuni campioni di controllo. Dal momento che circa un terzo dei test è stato utilizzato per il processo di validazione, ora il laboratorio ha la capacità di eseguirne circa duecento su pazienti selezionati.Questione di tempestivitàIl team di Iwen non ha ancora testato le 16 persone che al momento si trovano nell'unità di biocontenimento del Nebraska, ma prevede di farlo presto. L'obiettivo è identificare i casi il prima possibile e iniziare il trattamento, per evitare che i pazienti sviluppino malattie gravi. Il virus Andes ha un tasso di mortalità di circa il 35%."Queste persone avranno una concentrazione molto bassa di virus nel loro sistema sanguigno nelle prime fasi della malattia. Questo è il motivo per cui è necessario un test. Vogliamo essere in grado di fornire un'indicazione precoce della loro positività", afferma Iwen.Anche se al momento non esistono farmaci o vaccini specifici per l'hantavirus, le terapie di supporto precoci, come la gestione dei fluidi e il sostegno respiratorio, possono migliorare significativamente i tassi di sopravvivenza. Il virus Andes infetta i vasi sanguigni dei polmoni provocando un accumulo di liquidi, che porta all'insorgere di difficoltà respiratorie e può causare insufficienza respiratoria.All'inizio del 2020, i Cdc erano l'unico laboratorio in grado di eseguire i test Covid. All'epoca l'agenzia ha sviluppato kit di analisi destinati ai laboratori di sanità pubblica in tutti gli Stati Uniti, la cui distribuzione è stata però ostacolata dalla presenza di kit difettosi che hanno rallentato gli sforzi per tracciare la diffusione del virus. "Quello che ha fatto il Nebraska nello sviluppo di un test rappresenta una delle cose che abbiamo imparato: farsi trovare pronti prima ancora di dover fare i test", osserva Wroblewski.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.