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14 Maggio 2026
Ultimo aggiornamento: 14:57
La sera del 12 agosto 2007, poche ore prima di essere uccisa, Chiara Poggi vide file “raccapriccianti” nella cartella militare sul pc portatile di Alberto Stasi. Non è più soltanto un’ipotesi suggestiva, una congettura narrativa costruita negli anni attorno al delitto di Garlasco. È una ricostruzione che oggi trova una serie di convergenze tecniche, temporali e logiche dentro gli atti processuali, nelle consulenze informatiche e persino nelle parole dello stesso Stasi intercettato quattro giorni dopo l’omicidio.
Il punto centrale è uno: la cartella denominata “militare”, contenente materiale pornografico definito nelle motivazioni della sentenza d’appello come “raccapricciante”, esplorata da qualcuno proprio quella sera. Tutti gli elementi disponibili portano verso Chiara Poggi come la persona che, in quei minuti, stava utilizzando il pc portatile del fidanzato. Il FattoQuotidiano ha messo a confronto la consulenze informatica della parte civile e quella degli esperti nominati dai pm. La sequenza temporale è decisiva.






