Roma, 14 mag. (askanews) – Oggi tre pensionati agricoli su cinque ricevono un assegno inferiore ai 750 euro mensili, una realtà che per le donne diventa ancora più drammatica, sfiorando il 72%, ovvero quasi tre su quattro. L’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori (Anpa) di Confagricoltura, analizzando i dati dell’Osservatorio Inps e il recente studio Cer-Cupla, accende i riflettori su un’emergenza sociale che richiede interventi urgenti per restituire dignità ai “custodi della terra”.

L’indagine è stata condotta nell’ambito del Cupla (Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo), l’organismo che riunisce le principali associazioni dei pensionati del lavoro autonomo (agricoltura, artigianato e commercio) e a cui Anpa aderisce attivamente per dare voce unitaria alle istanze del settore privato.

In questo contesto, Anpa sostiene la proposta del Cupla per l’introduzione di un “Bonus Irpef” da 80 euro mensili per la fascia di reddito tra 7.800 e 12.000 euro, misura indispensabile per colmare lo svantaggio rispetto ai lavoratori dipendenti.

Tuttavia, sulla base delle proprie analisi specifiche sul settore primario, Anpa rilancia un pacchetto di richieste inderogabili per riformare il sistema: l’adeguamento graduale dei trattamenti minimi al 40% del reddito medio nazionale; la riforma della rivalutazione adottando l’indice Ipca (che include spese sanitarie, farmaci e assistenza), ritenuto decisamente più adatto del FOI per misurare il reale costo della vita degli anziani; il ripristino della doppia indicizzazione per agganciare le pensioni alla dinamica salariale e l’allineamento delle detrazioni fiscali.