Robertas Kaunas, ministro della Difesa della Lituania, oggi, giovedì 14 maggio, ha detto alla radio LRT, il canale nazionale, che «il Pentagono ha bloccato la rotazione delle truppe in Europa». Nello stesso tempo, alcuni siti specializzati, come «Stars Stripes» e «Military Times», cui si è aggiunto il «Wall Street Journal», scrivono che l'Amministrazione Usa ha bloccato il dispiegamento di una brigata corazzata, la «Black Jack», nel Vecchio Continente. Le due notizie sono probabilmente collegate, anche se da Washington non arrivano commenti ufficiali.
È inevitabile richiamare le ripetute minacce di Donald Trump: «ritirerò 5 mila soldati dalla Germania e forse anche dall'Italia e dalla Spagna». In realtà, il quadro è più complesso. Oggi in Europa sono schierati circa 85 mila militari: di questi 15-20 mila furono inviati dall'allora presidente Joe Biden, subito dopo l'attacco russo all'Ucraina. La missione di queste forze è «temporanea» e, quindi, soggetta a «rotazione». Ciò significa che i militari si fermano per un periodo limitato e poi vengono avvicendati da altri commilitoni in partenza dalle basi americane.
Ed era proprio questo il caso della « Second Armored Brigade Combat Team, First Cavalry Division», la brigata «Black Jack», composta da 4 mila persone. Il primo maggio scorso, la formazione si era radunata nella base di Fort Hood, in Texas. Pronti a partire. Destinazione: Polonia e altri Stati sul fianco Est della Nato. La missione, che dovrebbe, o sarebbe dovuta, durare nove mesi, è stata fermata mercoledì 13 maggio, anche se una parte dei mezzi militari e delle attrezzature era già in viaggio verso l'Europa.Il Pentagono aveva iniziato a rallentare il ritmo delle rotazioni nell'ottobre scorso, non rimpiazzando i militari di una brigada che presidiava, tra l'altro, la Romania. In teoria, questo meccanismo potrebbe portare anche al taglio delle forze Usa acquartierate in Germania, poiché le missioni di sostegno al fianco Est della Nato toccano anche il territorio tedesco. Al momento, comunque, i Paesi più preoccupati sono proprio quelli più vicini al confine con l'Ucraina o la Russia. Non a caso l'allarme è stato lanciato dal governo lituano. Sempre ieri, mercoledì 13 maggio, lo stesso ministro Kaunas ha diffuso un comunicato ufficiale per precisare che la Lituania «non ha mai concesso l'uso delle sue basi aeree per azioni di guerra». Nei giorni scorsi i media di Mosca avevano insinuato che i Paesi baltici favorissero le operazioni dei droni ucraini contro obiettivi russi. Per Kaunas, Vladimir Putin ha dato ordine di lanciare una campagna di disinformazione per spingere allo scontro i Baltici e altri Paesi del versante orientale della Nato.










