I piccoli insetti, come le ninfe della cimice dalle zampe a foglia (Leptoglossus zonatus), devono affrontare un lungo e pericoloso viaggio, dalle cime degli alberi fino al suolo, per riuscire a ingerire un batterio simbionte necessario al loro sviluppo. Ma se falliscono o lo riescono a trovare anche solo con un po' di ritardo, le loro possibilità di sopravvivenza crollano drasticamente. A dimostrarlo è un nuovo studio dei ricercatori dell'Università dell'Arizona, che sottolinea appunto come il fattore tempo sia cruciale nella crescita di questi piccoli insetti. I loro risultati, pubblicati sulla rivista Frontiers in Microbiology, potranno essere utili anche per migliorare la gestione dei parassiti, come queste cimici.La simbiosiCon il termine simbiosi, ricordiamo brevemente, si indica l'interazione tra due specie diverse, necessaria per la sopravvivenza. Ma prima che la simbiosi possa iniziare, gli insetti devono acquisire i loro batteri simbionti: a volte, questi vengono trasmessi dai genitori alla prole, mentre altre volte i piccoli insetti non solo devono trovarli da soli, ma hanno anche a disposizione una finestra temporale molto ristretta. "Abbiamo dimostrato che per la cimice dalle zampe a foglia l'acquisizione del simbionte batterico obbligato Caballeronia tramite ingestione è limitata nel tempo", ha commentato il l'autore Liam Sullivan. "Se questi insetti non riescono ad acquisire Caballeronia in tempo, iniziano a soffrire di una ridotta sopravvivenza, di un peso corporeo inferiore allo stadio adulto e di un allungamento dei tempi di sviluppo fino all'età adulta”.Il viaggio dei piccoli insettiLe ninfe delle cimici dalle zampe a foglia si schiudono sulla chioma degli alberi, dove i batteri simbionti del suolo sono però molto rari o del tutto assenti. Per questo, dopo la schiusa, inizia per loro una corsa contro il tempo: il passaggio dalla chioma degli alberi al suolo, infatti, è un'impresa pericolosa, sia per il dispendio energetico sia per il rischio di predazione. Ma anche il loro fallimento nel trovare il simbionte potrebbe essere letale. "In ambienti in cui siccità, radiazioni e pH del suolo influenzano l'acquisizione del simbionte, trovarlo diventa una vera e propria roulette russa”, ha aggiunto la coautrice Molly Hunter.Una questione di probabilitàPer capire in che modo il fallimento e il ritardo nel trovare il batterio simbionte influenzi la sopravvivenza di questi piccoli insetti, i ricercatori hanno svolto alcuni esperimenti in laboratorio. Dalle successive osservazioni, è emerso che l'ingestione del simbionte nei primi 4 giorni ha comportato tassi di sopravvivenza pari all'89%, che sono diminuiti dopo otto giorni al 63% e crollati drasticamente nei giorni successivi. "Quando le cimici raggiungono il secondo stadio larvale, inizia un conto alla rovescia per l'acquisizione del simbionte”, ha commentato Sullivan. “Man mano che diventa sempre più cruciale per le cimici trovare il simbionte, diminuisce la probabilità che, se lo trovano, l'ingestione porti alla colonizzazione e alla sopravvivenza del simbionte". Oltre a migliorare la nostra comprensione sull'evoluzione di questi insetti e sul fatto che probabilmente questa simbiosi abbia più vantaggi che rischi in termini di sopravvivenza per questa specie, il nuovo studio potrebbe fornire informazioni utili per la gestione delle cimici dalle zampe a foglia, che, come molte specie associate alla Caballeronia, sono parassiti delle colture.
La difficile esistenza dei piccoli insetti destinati a morire se non riescono a trovare (e ingerire) in tempo un batterio
La sopravvivenza delle ninfe della cimice dalle zampe a foglia è legata al loro simbionte, la Caballeronia






