Per decenni è stato uno dei simboli dei pomeriggi di gioco dei più piccoli, rivale storico dei mattoncini Lego e presenza fissa nelle camerette di milioni di bambini. Ma oggi Playmobil attraversa una delle fasi più difficili della sua storia. I ricavi continuano a calare, la produzione in Germania è in crisi e il gruppo tedesco cerca ora una nuova strada per tornare rilevante in un mercato dominato dai videogiochi e dai social.
Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, il gruppo Geobra Brandstätter che è proprietario del marchio, sta affrontando un drastico ridimensionamento industriale dopo anni di vendite in contrazione. Nell’ultimo esercizio 2024/2025 i ricavi sono scesi a 409 milioni di euro (449 milioni di “fatturato netto”), contro i 490 milioni dell’anno precedente e ben lontani dai circa 760 milioni del 2020/2021.
Playmobil chiuderà a giugno la produzione delle celebri figurine in Germania. Nello stabilimento di Dietenhofen resterà soltanto la produzione dei vasi Lechuza, mentre fino a 350 dipendenti perderanno il lavoro. La produzione dei giocattoli verrà trasferita in altri Paesi, tra cui Malta e Repubblica Ceca.
La crisi degli omini Playmobil contrasta con il percorso opposto compiuto negli ultimi anni da Lego che invece è riuscita a trasformarsi in un fenomeno globale capace di conquistare sia bambini sia adulti.






