Il confronto tra GDPR e AI Act evidenzia due diverse modalità di regolazione europea della tecnologia: da un lato il diritto dei principi e dell’accountability, dall’altro una disciplina più prescrittiva, legata ai requisiti tecnici dell’intelligenza artificiale e ai rischi per i diritti fondamentali
Data Protection Officer (DPO) del Gruppo Leonardo
GDPR e AI Act si configurano come due modelli distinti di regolazione di fenomeni tecnologici complessi.
La Data Protection, grazie al GDPR, rappresenta ormai un diritto maturo, fondato su principi stabili e sul paradigma dell’accountability; l’AI Act adotta invece un approccio più prescrittivo, ancorato a requisiti tecnico-organizzativi e a una tecnologia in continua evoluzione.
Ne deriva una peculiare convivenza tra diritto dei principi e diritto della tecnologia, con il rischio che un’eccessiva prossimità alla dimensione tecnica esponga la norma a rapida obsolescenza. La riflessione mette così in luce i limiti e le sfide della regolazione giuridica nell’era dell’intelligenza artificiale: il rischio da scongiurare con la massima attenzione è che la norma, anziché orientare e qualificare lo sviluppo, finisca per frenare l’innovazione.







