di
Elvira Serra
Il soprannome: «In famiglia mi chiamano 'zia Oca'». La paura durante la pandemia: «Presi il Covid, mi davano per morta e invece eccomi qui»
DALLA NOSTRA INVIATATORINO - La Zia Oca, al secolo Orietta Canale, scende dall’auto con l’eleganza della Regina Elisabetta. Si aiuta con un bastone sottile, che aggiunge autorevolezza al suo secolo di vita agiata: madre della buona borghesia lombarda, padre ricco industriale genovese, e lei primogenita ubbidiente e studiosa di altre tre pesti.
Non ha mai gioito di scoperte come lavastoviglie e lavatrici, non avendo mai avuto la delega a tali faccende. Ma la squisita autoironia ha fatto di lei un mito vivente per i sei nipoti e i due pronipoti. L’adorano tutti, a partire da Evelina Christillin, la Faraona del Museo Egizio a Torino, figlia dell’unica sorella femmina.






