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Jho Low è una delle persone più ricercate del mondo. È ritenuto il responsabile del caso 1MDB, uno dei più grandi scandali finanziari della storia. Dal 2015, quando cominciò lo scandalo, Jho Low è latitante, ricercato da vari paesi tra cui Malaysia (dove cominciò tutta la storia) e Stati Uniti: è accusato di aver rubato 4,5 miliardi di dollari dallo stato malaysiano, tra le altre cose. Nessuno è mai riuscito ad arrestarlo.

Negli scorsi giorni il suo nome è però riapparso in un documento del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo cui Jho Low ha chiesto la grazia a Donald Trump.

La sua riapparizione, dopo anni di latitanza, è notevole ma non sorprendente: negli ultimi due anni Trump ha più volte concesso la grazia a persone molto ricche condannate per reati finanziari. Al momento il nome di Jho Low è soltanto presente in un elenco di persone che hanno chiesto la grazia, e Trump non ha ancora accettato di dargliela: farlo significherebbe rinnegare quasi un decennio di indagini e procedimenti legali portati avanti non soltanto in Malaysia, ma anche negli Stati Uniti, coinvolti perché alcune banche americane furono implicate nel caso.

1MDB era il nome del fondo sovrano della Malaysia, cioè il fondo d’investimento creato dal governo con soldi pubblici per sostenere lo sviluppo economico del paese. Lo scandalo cominciò nel 2015, quando si scoprì che il primo ministro del paese Najib Razak, assieme a vari collaboratori, aveva sottratto miliardi di dollari da questo fondo. Jho Low, che era un consigliere di Razak, fu individuato come l’ideatore di tutto il piano. Lui stesso sottrasse enormi somme di denaro, con le quali per anni finanziò una vita lussuosa.