Asia contrastata all’indomani del nuovo record di Wall Street, con gli investitori concentrati sugli sviluppi del vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping a Pechino. L’indice Nikkei 225 di Tokyo cresce dello 0,3% a 63.448,87, dopo aver raggiunto brevemente un altro record intraday di tutti i tempi sopra i 63.700 punti, in parte sostenuto dai solidi risultati societari.
Il Kospi sudcoreano sale dello 0,5% a 7.884,71, aiutato dai titoli legati alla tecnologia. L’Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,7% a 26.584,88. L’indice Shanghai Composite perde invece lo 0,9% a 4.204,41. L’S&P/ASX 200 australiano scende di meno dello 0,1% a 8.627,80. Il Taiex di Taiwan aumenta dello 0,6% e il Sensex indiano dello 0,5 per cento.
I prezzi del petrolio crescono, senza chiare prospettive su una possibile fine della guerra in Iran. Alcuni speravano che l’incontro tra Trump e Xi potesse portare a risultati, confidando nel fatto che Pechino avrebbe potuto usare i suoi stretti legami economici con Teheran per spingere l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il greggio Brent, lo standard internazionale, sale dello 0,4% a 106,04 dollari al barile. Era intorno ai 70 dollari al barile prima che la guerra in Iran iniziasse alla fine di febbraio. Il greggio di riferimento statunitense sale dello 0,4% a 101 dollari a barile.










