Il capo del Cremlino si prepara ad andare in Cina, dopo la visita del presidente americano. Va per curare i suoi affari economici e finanziare la guerra

Micol Flammini è giornalista del Foglio. Scrive di Europa, soprattutto orientale, di Russia, di Israele, di storie, di personaggi, qualche volta di libri, calpestando volentieri il confine tra politica internazionale e letteratura. Ha studiato tra Udine e Cracovia, tra Mosca e Varsavia e si è ritrovata a Roma, un po’ per lavoro, tanto per amore. Nel Foglio cura la rubrica EuPorn, un romanzo a puntate sull'Unione europea, scritto su carta e "a voce". E' autrice del podcast "Diventare Zelensky". In libreria con "La cortina di vetro" (Mondadori)

Perché è così doloroso per i professionisti della bandiera bianca raccontare nel dettaglio i successi dell’Ucraina e dell’Europa nella grande lotta contro il putinismo

La fama da dealmaker del presidente americano si è erosa con Mosca, la Casa Bianca entra ed esce dai negoziati a seconda delle possibilità di successo. Gli iraniani hanno capito la tendenza e la sfruttano

L'Alto rappresentante respinge Schröder come mediatore e dice che il presidente russo è più debole ma non ancora disposto a trattare davvero. Per questo l’Ue prepara nuove sanzioni, aiuti a Kyiv e una lista di linee rosse per qualsiasi futuro negoziato