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Dopo mesi di attesa, la Consob (l’autorità che vigila sui mercati finanziari italiani) ha rilasciato la prima licenza MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation). L’ha ottenuta CheckSig, diventando così il primo operatore crypto nel nostro Paese autorizzato secondo le nuove regole europee. Un passaggio non scontato, visto che le autorità nostrane finora si sono rivelate molto più rigide rispetto alle loro omologhe europee.
Fondata nel 2019 come spin-off del Digital Gold Institute, think tank europeo che si occupa di Bitcoin, cripto-attività e blockchain, CheckSig si è focalizzata innanzitutto sulla custodia delle criptovalute per conto dei clienti. Un’opportunità che torna utile anche per i prestiti garantiti da crypto: quando due parti si accordano, CheckSig (in cambio di una commissione) custodisce gli asset dati in garanzia, tenendo d’occhio le quotazioni per accertarsi che siano ancora adeguate. Da lì ha allargato il raggio dei suoi servizi: si occupa anche di compravendita di criptovalute, piani di accumulo, staking (il “blocco” di una certa quantità di asset per far funzionare una blockchain).









