PRAVISDOMINI - Danni importanti, sia ai privati, sia alle aziende e comparto agricolo in ginocchio (vite e mais le colture più danneggiate, senza contare i tanti orti). È la sintesi delle conseguenze della tempesta con grandinata che martedì mattina ha colpito una fascia dei comuni di Pravisdomini, Chions, Pasiano e Sesto al Reghena. La potenza del vento è stata notevole, più colpite le viti che si trovano in una fase molto delicata della produzione e una parte delle colture del seminativo, dove c’erano state delle semine precoci, cereali in particolare.

Diverse le aziende colpite, come quella di Roberto Florian in via dell’Arcon a Pravisdomini, che ha registrato danni ingenti: la prima stima si aggira intorno ai 150mila euro. Spiega lo stesso Florian, sconsolato ma con la forza di rialzarsi e andare avanti: «È la prima volta, un disastro così non se lo ricorda nemmeno mio padre. Sono 13 ettari di vigna, tutto andato. Danni sul vigneto, per non parlare del mais: 35 ettari quasi del tutto distrutti. Siamo un’azienda a conduzione famigliare, coltiviamo campi, ma siamo anche nel settore latte. Il mais ci serve per il fabbisogno dell’allevamento, mentre l’uva la vendiamo». «Non siamo assicurati per quel vigneto - racconta Florian -, non è il prosecco, e non ha un valore enorme. Non possiamo assicurare tutto: è anche un costo». Sposta poi il discorso sul settore latte: «È in forte sofferenza, la speculazione è spaventosa. Poi arrivano questi eventi distruttivi che rovinano il lavoro, i sacrifici, gli investimenti. Senza contare i costi aumentati, come il prezzo del concime, andato alle stelle». «Ora trovarsi a metà maggio a dover ricominciare da capo con le spese già fatte, e affrontarne ancora - conclude -, è deprimente. Dobbiamo affrontare tutto a testa alta, perché l’allevamento ha bisogno del materiale, sono 250 capi di mucche da latte che devono mangiare».