Questo è l’editoriale del numero di Linkiesta Magazine 01/26 – “Super Mario per l’Europa”, ordinabile qui.
Con Donald Trump le abbiamo provate tutte, o quasi. Un po’ come è successo con il suo sodale Vladimir Putin. Trump e Putin sono la coppia di fatto della democratura globale, quel sistema che ha una parvenza democratica sempre più labile e una sostanza sempre più dispotica.
Circondati da oligarchi analogici e digitali, ma comunque al loro guinzaglio, ogni giorno entrambi inscenano un Pride autoritario che diffonde il caos, reprime il dissenso interno e minaccia i paesi pacifici con gli strumenti della guerra tradizionale e della guerra informatica.
I leader europei hanno tentato ogni strada possibile per cercare di limitare i danni che i due hanno deciso di causare all’Unione europea e al mondo libero. Con Trump e Putin prima hanno invocato la tradizionale amicizia tra i popoli, poi hanno puntato sul rapporto personale, infine hanno cercato di lusingare la loro vanità, ma il risultato è stato sempre lo stesso: zero assoluto, nessuno sconto, nessuna pietà, e il motivo è che entrambi considerano l’Europa un nemico, un intralcio, un soggetto politico senza spina dorsale, e per questo non meritevole di considerazione.








