Martin Wolf, decano dei commentatori economici del Financial Times, forse uno dei giornalisti più autorevoli del mondo, ha scritto ieri un articolo allarmato dal titolo: «Dobbiamo proteggere la Gran Bretagna dalla tirannia della minoranza». Il ragionamento parte dalla constatazione di un dato di fatto, e cioè che nel Regno Unito i diritti e le libertà dei cittadini «non dipendono da un sistema di pesi e contrappesi inscritto in una costituzione formale, bensì da un senso del limite radicato non solo nei politici, ma anche nell’opinione pubblica in generale». Un dato di fatto indiscutibile, eppure ben poco considerato, negli ultimi trent’anni, dagli ammiratori italiani del modello politico-istituzionale britannico. Wolf aggiunge subito che si tratta di argini molto fragili e si domanda quindi cosa accadrebbe se andasse al potere un partito guidato da un demagogo, nel migliore dei casi indifferente e nel peggiore ostile a tali vincoli, com’è evidentemente il Reform Uk di Nigel Farage, da tempo in testa nei sondaggi. Accadrebbe evidentemente quello che è accaduto negli Stati Uniti con il secondo mandato di Donald Trump, nonostante lì vi siano una costituzione scritta e fior di pesi e contrappesi (o almeno così credevamo).
Modello Westminster | La lezione inglese sui rischi democratici del maggioritario - Linkiesta.it
Secondo Martin Wolf in un quadro multipartitico il sistema first-past-the-post è suicida. E noi, infatti, ci siamo suicidati, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette











