È tutta colpa della Brexit, anzi del sistema bipartitico che crolla. Anzi dell’avanzata delle destre. I commenti sull’esito delle elezioni locali britanniche di giovedì, sono improntate all’imbarazzo per una sconfitta di proporzioni incredibili della sinistra moderata. D’altronde quelle proporzioni incredibili e la dinamica del crollo di consensi per il governo Starmer sono effettivamente un fenomeno strano. Paolo Lepri del Corriere della sera ha chiamato in causa l’uscita del Regno Unito dalla Ue. Lui stesso ne parla come di un paradosso ma poi il senso della sua analisi della situazione è che la Brexit ha legittimato il «meglio fare da soli», l’«ossessione contro gli “altri”» e l’«illusione di un radioso avvenire che non si è concretizzato». Peccato che l’idea di un riavvicinamento a Bruxelles è forse l’unico tema su cui il governo laburista non ha mai litigato in questi mesi. Infatti, i sostenitori del leave da sinistra hanno perlopiù seguito Jeremy Corbyn nella sua - finora - fantozziana avventura di Your Party.

Veniamo alla spiegazione sistemico-continentale: la sinistra britannica avrebbe perso, sostiene qualcuno, perché in Occidente assistiamo all’avanzata delle destre. Su questo ragionamento è difficile non concordare: la sinistra perde perché vince la destra. La destra vincerà quando perderanno le sinistre (al plurale, tiè).