Meno di due anni fa, il Botafogo chiudeva una stagione da sogno, mettendo in bacheca il suo primo campionato brasiliano e la sua prima Copa Libertadores. Oggi il Fogão - la squadra che fu di Didi, Garrincha e Jairzinho - è sull’orlo della bancarotta.

A fine aprile, la società ha comunicato al Tribunale di Rio de Janeiro di essere in stato pre-fallimentare e di non poter pagare gli stipendi di giocatori e staff. I debiti ammontano a 2,5 miliardi di reais (circa 430 milioni di euro) e solo un accordo di prestito con le banche, raggiunto il 7 maggio, permetterà al club di tirare avanti almeno fino a fine mese. Poi saranno necessarie delle cessioni importanti, come quelle delle ultime sessioni di mercato, che hanno visto il gioiellino argentino Thiago Almada trasferirsi all’Atlético Madrid e ben quattro giocatori passare al Nottingham Forest.

Appena sette dei sedici elementi della rosa che nel 2024 avevano conquistato il titolo sudamericano sono ancora al Botafogo, tra cui alcuni ex della Serie A: Alex Telles, Allan e Matheus Martins. Per compensare ai pesanti addii sono arrivati altri giocatori con un recente passato in Italia: Neto, Bastos, Edenilson, Joaquín Correa e Arthur Cabral. Ma, quando siamo quasi a metà della stagione nel campionato brasiliano, il Botafogo si trova appena sopra la linea di galleggiamento della zona retrocessione.