Israele intensifica i sanguinosi bombardamenti in Libano alla vigilia dell'atteso nuovo round di colloqui diretti previsti a Washington, mentre un drone è esploso all'interno del quartiere generale della missione Onu (Unifil), dove c'è anche un contingente italiano, senza però causare feriti.

Questo mentre Hezbollah, che non è parte negoziale ma è il principale attore politico-militare libanese, rivendica una serie di risposte contro i militari israeliani, che tentano di penetrare nella profondità del sud del Libano, in particolare oltre il fiume Litani.

Sul terreno, le ultime ore sono state segnate da una nuova serie di raid israeliani contro veicoli in diverse aree del paese e dall'esplosione di un drone, attribuito a Hezbollah, all'interno della base Unifil di Naqura, lungo la costa mediterranea e dove si trova parte del contingente italiano.

Prima e dopo l'esplosione, Israele aveva preso di mira la zona di Naqura. La missione Onu ha espresso preoccupazione "per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu". Anche il presidente Sergio Mattarella, in una telefonata con il capo dello Stato israeliano, Isaac Herzog, ha ribadito di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil.