Windows 11

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Tra i “grandi” di Microsoft c’è sicuramente Mark Russinovich, figura considerata da anni uno dei massimi esperti mondiali di sistemi operativi Windows, debugging e infrastrutture cloud. Il suo nome è diventato leggendario tra amministratori di sistema, sviluppatori e professionisti della cybersecurity grazie alla creazione di Sysinternals, una suite di strumenti avanzati per l’analisi e la diagnostica di Windows che ancora oggi è utilizzata quotidianamente in aziende, SOC (Security Operations Center) e ambienti enterprise di tutto il mondo. Tra tutte citiamo ad esempio l’utilità Sysmon che gli ingegneri di Windows 11 hanno recentemente deciso di integrare nel sistema operativo.

Chi utilizza Windows da decenni lo nota subito: sotto l’interfaccia moderna di Windows 11 sopravvivono ancora finestre, API e componenti storici che arrivano direttamente dagli anni ’90. Stavolta però non si tratta di supposizioni o analisi della community: a confermarlo è proprio Russinovich, CTO di Microsoft Azure, che in un intervento pubblicato sui canali Microsoft Dev Docs ha ammesso senza troppi giri di parole che il vecchio modello Win32 continua a rappresentare una parte fondamentale del sistema operativo.