Roma, 13 mag. (askanews) – Nel 2025 ci sono state 2.185 vittime morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, tra queste 1.330 solo sulla sua rotta centrale (dati OIM). In questo tratto opera Emergency con la sua nave di ricerca e soccorso Life Support al suo terzo anno di attività, che ha ripercorso in un report pubblicato oggi. 10 missioni SAR nel Mediterraneo centrale, 27.700 km e 70 giorni di navigazione: questi i numeri della nave Life Support di Emergency che nel 2025 ha effettuato 14 interventi di soccorso, portando in salvo 783 persone, tra cui 516 uomini, 71 donne, 24 minori accompagnati e 172 minori non accompagnati, e recuperando anche 2 corpi senza vita. Dall’inizio delle sue operazioni in mare nel dicembre 2022 a tutto il 2025, la Life Support ha soccorso complessivamente 3.234 persone.

Così il report di Emergency “Contro Corrente – Tre anni di soccorsi in mare della Life Support” racconta il suo anno di attività sulla Life Support con cui ha, inoltre, partecipato da osservatrice e per fornire supporto medico, tecnico e logistico alla Global Sumud Flotilla.

I naufraghi soccorsi nel 2025 sono originari prevalentemente di Eritrea (215), Bangladesh (166), Sudan (135), Nigeria (47) e Mali (43), Paesi caratterizzati da guerra, povertà estrema e conseguenze della crisi climatica. Molte delle persone soccorse hanno raccontato ai nostri mediatori culturali e al nostro staff sanitario di aver subito gravi violazioni dei loro diritti, di essere state vittime di sfruttamento, violenza e soprusi, alcuni dei naufraghi anche di essere sopravvissuti a torture durante il periodo di permanenza in Libia. Casi che sono stati segnalati alle autorità sanitarie presenti allo sbarco come soggetti particolarmente vulnerabili.