Uno studente italiano su due sarebbe favorevole a introdurre anche nelle scuole italiane punizioni corporali contro i bulli, sul modello di Singapore, dove nei casi più gravi sono previste fino a tre bastonate per gli studenti maschi responsabili di aggressioni.
È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Skuola.net sui propri canali social, che ha coinvolto oltre 1000 studenti.
Secondo la rilevazione, il 50% dei partecipanti ritiene che "una punizione del genere ci vorrebbe anche in Italia" invocando il "pugno duro", mentre l'altro 50% si oppone, sostenendo che "la violenza non si cura con la violenza" e sarebbe un "ritorno al Medioevo".
Il dibattito nasce dalle nuove linee guida anti-bullismo discusse a Singapore dopo una serie di episodi che hanno scosso l'opinione pubblica.
Il ministro dell'Istruzione Desmond Lee ha spiegato che la punizione corporale rappresenta una extrema ratio, applicabile solo quando non vi siano altre soluzioni educative. La misura prevede fino a tre colpi di bastone, autorizzati dal preside ed eseguiti da personale qualificato, accompagnati da un successivo supporto psicologico per lo studente punito.






