Se perfino Giovanni Floris si è sentito in dovere di fermare la sua intemerata, significa che Pier Luigi Bersani l'ha sparata grossa. Troppo grossa. Ospite a DiMartedì, il talk show politico di La7, l'ex segretario del Partito democratico si è lanciato in un ragionamento grottesco. Secondo lui, la compagine di governo sarebbe assimilabile a una setta, dove i tradimenti non vengono perdonati così facilmente.
"Quando il tuo comando è predicare - ha esordito Pier Luigi Bersani -, indicare la fedeltà, la rivincita, la missione... è chiaro che ogni screzio diventa un tradimento. Doventa una cosa più grossa. E stanno pagando questo. Si è rotto un nucleo che stava assieme solo per una rivincita politica. Non c'è un governo". Floris, dal canto suo, almeno in un primo momento ha provato ad assecondare il suo ragionamento. "Tu dici: 'io ne faccio parte. Se si intravede la possibilità che non vinceremo, allora...", ha detto il padrone di casa.
DIMARTEDÌ, IL DELIRIO DI BERSANI CONTRO MELONI: "DA QUANDO C'È LEI GLI ITALIANI FANNO MENO FIGLI"
"Ha funzionato niente in questo governo, arrivano alla fine e sarà una aggravante aver governato 4 o 5 anni,...
"Allora al minimo screzio diventa una battaglia a sangue - ha insistito Bersani -. Questi qui si ritengono traditori quando litigano. Non è che credono di aver fatto solo una litigata. Si ritengono traditori. Mors tua vita mea". A quel punto, Floris lo ha fermato ironizzando sul suo paragone azzardato: "Lei sta descrivendo una setta. Non descrive un gruppo di governo". Già, anche nello studio di DiMartedì esiste un limite...






