Nuova puntata di “diMartedì”, salotto di approfondimento politico di La7 condotto da Giovanni Floris, e vecchi ospiti. Come l’ex-segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, che ha parlato della scelta del leader del centrosinistra e scherzato sullo spirito pratico degli elettori: “Conosco il nostro elettorato e il nostro elettorato, in questo momento, vedendo tutte queste robe, sta pensando: metteteci anche Floris, metteteci chi volete, basta che andiamo a votare e che vinciamo”. Non un bel segnale per l’opposizione, che evidentemente sconta una mancanza di leadership così forte da doverci fare un’auto-ironia che non fa tanto ridere ai propri elettori.
Quanto al balletto sul palco del Pala Parthenope di Napoli (con tanto di coro “chi non salta comunista è”), avvenuto al termine del comizio di Giorgia Meloni in favore della candidatura di Cirielli alle regionali in Campania, Bersani appare infastidito: “E chi salta che governo è? Di saltimbanchi… purtroppo questi modi testimoniano un fatto molto serio, la politica è ridotta a demagogia e avanspettacolo. Questo è un governo che non riconosce i problemi, non li guarda in faccia, li nega, li annega nella propaganda. Tre anni sono lunghi, non si può più dar la colpa a chi c'era prima. Noi, come crescita cumulata in questi tre anni, siamo al diciottesimo posto e l'anno prossimo saremo all'ultimo di tutta l'eurozona. Quando arrivarono loro, noi eravamo sopra la media dell'eurozona nei primi posti”.






