Nell'appuntamento domenicale di Verissimo, ritornano le interviste più belle di Silvia Toffanin, tra cui quella di Romina Power che, a dicembre 2025, ha presentato il suo nuovo libro, "Pensieri profondamente semplici". Si è raccontata con parole intime e riflessive, a partire da quel momento difficile: «Al massimo del successo non mi sentivo appagata». Una vita sempre in movimento, tra tournée e promozioni, che però non le restituiva pienezza: «Stavamo sempre in giro, ma non rimaneva più nulla».

La separazione con Al Bano Parlando della fine del matrimonio con Al Bano, Romina ha chiarito che l’amore non si cancella: «Non si smette mai di amare la persona che si è amato, soprattutto quando conosci l’altra persona da bambina». Quel legame, ha spiegato, resta, anche quando la convivenza diventa impossibile. «Al Bano? Lo amo ancora, come amo tutti i miei ex», diceva con naturalezza nell'intervista a dicembre 2025. Non è mancata l’ironia, anche su episodi più leggeri: raccontava di quando lui le suggerì qualche ritocco estetico dopo anni di lontananza. «Gli ho detto che non avevo tempo... chissà se lo ha fatto lui qualche ritocchino... al cervello». Sulla separazione, Romina è netta: «Hanno scritto di tutto. Non è stata una canna a farci allontanare. La separazione l’ho voluta io perché la convivenza era impossibile. Non stavo bene con il mio compagno, ma neanche con me stessa. I rapporti sono buonissimi, non lo vedo mai».Il rapporto con la suocera Jolanda Nel racconto è emerso anche il legame speciale con la suocera Jolanda, madre di Al Bano. «Pensava che tutte le attrici fossero zoc*ole», ha ricordato Romina con schiettezza, ma subito chiarisce la profondità del loro rapporto: «Con Jolanda eravamo come madre e figlia, non come suocera e nuora. Era bello fare le cose insieme, raccogliere i panni, portarla al mare». L'amore per Ylenia Il momento più intenso è arrivato quando Romina Power aveva parlato di Ylenia. La sua posizione è rimasta ferma, coerente nel tempo: «Non è morta, era un essere di luce». Il dolore di una madre che perde una figlia, aveva spiegato, era un’assenza capace di travolgere: «Ti lascia vuota, ti assale all’improvviso, ad ondate, e poi ti lascia nel vuoto».Romina l’aveva descritta come una ragazza libera: «Non si rendeva conto della sua bellezza. Mi diceva: “Tu non stai vivendo, i tuoi occhi sono spenti”». Era poi tornata anche sulle indagini, che aveva giudicato insufficienti: «Non sono state fatte bene. La polizia ci ha raccontato la qualunque pur di farci andare via». Aveva raccontato di essersi sentita scomoda, di aver portato «luce in luoghi bui». L’FBI, aveva spiegato, rifiutò il caso perché Ylenia era maggiorenne e con passaporto italiano.Negli anni aveva continuato a cercare, era tornata a New Orleans, una città che aveva definito «negativamente misteriosa». Le segnalazioni non avevano mai portato a nulla di concreto, ma Romina era rimasta convinta della sua idea: «Penso che sia stata rapita, ingannata, finita in una situazione più grande di lei dalla quale non è riuscita a uscire».In quei giorni difficili, aveva ricordato con gratitudine la vicinanza di Sophia Loren: «Mi ha chiamata e mi è stata di conforto. Da mamma a mamma, abbiamo pianto insieme». Sulla diversa visione di Al Bano, Romina era stata chiara: «Lui ha creduto alla polizia, ma di questo ne devi parlare con lui».