Nel dibattito sull'intelligenza artificiale a scuola si parla spesso di rischi, regole e limiti. In una scuola pugliese, invece, hanno deciso di partire da un'altra domanda: come può l'AI aiutare gli studenti a imparare meglio?È da questa idea che è nato Book in Progress AI, il progetto sviluppato dall'istituto superiore Ettore Majorana di Brindisi, oggi tra i 50 finalisti del Global Schools Prize - AI transformation award, il premio mondiale promosso dalla Varkey Foundation in collaborazione con Unesco e Gems Education, dedicato ai progetti che stanno trasformando l'apprendimento grazie all'intelligenza artificiale.Tra oltre cinquemila candidature provenienti d 139 paesi, l'istituto Majorana è stato selezionato grazie a questa piattaforma educativa che punta a cambiare il modo in cui si studia e si insegna. Non un semplice strumento digitale, ma un vero ecosistema didattico pensato per adattarsi ai ritmi e agli stili di apprendimento degli studenti.Il riconoscimento internazionale non riguarda solo l'innovazione tecnologica, ma soprattutto la visione pedagogica che la sostiene: un sistema che utilizza l'intelligenza artificiale per rendere l'apprendimento più personalizzato, accessibile e inclusivo.Un progetto che parte dai docentiBook in Progress AI nasce da un'esperienza che, all'interno dell'Istituto brindisino, affonda le radici nel 2009. All'epoca si trattava di un progetto di autoproduzione di materiali didattici da parte degli insegnanti, pensati per adattarsi meglio ai bisogni egli studenti rispetto ai manuali tradizionali.“Il progetto Book in Progress AI, il cui codice è stato scritto dal docente Cosimo Luigi Manes, è un’evoluzione del progetto originale nato nel 2009 proprio qui al Majorana di Brindisi”, racconta il dirigente scolastico Salvatore Giuliano. “Quel progetto rispondeva alla necessità di creare contenuti calibrati sui ritmi di apprendimento degli studenti”.L'arrivo dell'intelligenza artificiale ha rappresentato la seconda fase di questa evoluzione. “Grazie all'intelligenza artificiale possiamo personalizzare i contenuti secondo otto stili di apprendimento diversi, in maniera tale che lo studente scelga il contenuto sulla base delle proprie necessità e del proprio modo di apprendere”.L'AI come tutor personaleIl cuore del progetto è la personalizzazione dello studio. All'interno della piattaforma, gli studenti possono consultare materiali che cambiano forma e struttura in base alle loro preferenze: da modelli più teorici a percorsi visivi ricchi di immagini, schemi e mappe concettuali.Durante la lettura, ad esempio, è possibile interagire direttamente con il testo evidenziando una parte del contenuto per attivare una funzione di supporto che permette di chiedere spiegazioni, riassunti o approfondimenti.“Lo studente può evidenziare una parte di testo e dopo qualche istante si attiva la funzione helper” spiega Giuliano. “Può chiedere il significato, il riassunto, un approfondimento oppure farselo leggere”.Il sistema integra anche strumenti di traduzione e sintesi vocale, rendendo i contenuti accessibili anche agli studenti con bisogni educativi speciali. “Questo significa, ad esempio, poter ascoltare il libro oppure tradurlo in qualsiasi lingua”, aggiunge il dirigente.Accanto ai contenuti testuali, la piattaforma include ambienti di coding e simulazione, oltre alla possibilità di creare animazioni e modelli 2D e 3D per rendere più comprensibili concetti complessi, soprattutto nelle discipline Stem.Un modello eticoUno degli aspetti che distingue Book in Progress AI da molte altre piattaforme educative è la gestione dei dati. Il dibattito sull'intelligenza artificiale si concentra spesso sui rischi legati alla privacy e all'uso delle informazioni personali. “In un momento in cui il mondo si interroga sui rischi e sull’uso etico dell’intelligenza artificiale, noi abbiamo invertito il paradigma”, afferma Giuliano. La piattaforma, infatti, è completamente sviluppata all'interno della scuola e funziona su server locali. Non utilizza servizi esterni e non raccoglie dati degli studenti.“È una soluzione open source, gratuita, senza finalità di lucro. I dati sono contenuti nel server presente all’interno della scuola e il software è progettato con il principio del privacy by design e privacy by default”.Anche i pochi dati tecnici necessari al funzionamento del sistema vengono resi anonimi e criptati. “A noi il dato non serve. Non abbiamo alcun interesse a raccoglierlo”.La tecnologia che amplifica il ruolo del docenteSe l’intelligenza artificiale, quindi, può sollevare timori nel mondo della scuola, il progetto del Majorana insiste su un punto chiave: la tecnologia non sostituisce l’insegnante, ma ne rafforza il ruolo.“Il docente è insostituibile”, sottolinea Giuliano. “La piattaforma non dà valutazioni, restano in in capo al docente”.L’AI diventa invece uno strumento di supporto per personalizzare l’insegnamento e costruire percorsi su misura. Gli insegnanti possono creare materiali diversi per gruppi di studenti con esigenze differenti: recupero, consolidamento o approfondimento. “In questo modo il docente resta protagonista della personalizzazione dell’apprendimento”.Book in Progress AI, però, non è solo una piattaforma tecnologica, ma una comunità di scuole che collaborano alla costruzione dei contenuti. I materiali didattici vengono creati e validati dai docenti e condivisi attraverso una rete nazionale in continua espansione.La dimensione collaborativa è uno degli elementi che ha colpito la giuria internazionale del premio. Il progetto, infatti, non è pensato solo per una singola scuola, ma come infrastruttura aperta a tutte le istituzioni educative interessate. “Non è semplicemente un progetto della nostra scuola, lo mettiamo a disposizione di tutte le scuole del mondo”, osserva Giuliano.La sfida del Global School PrizeL’ingresso nella shortlist del premio internazionale rappresenta già un risultato significativo. Il prossimo passo sarà l’annuncio dei vincitori durante il World Education Forum di Londra, previsto per il 19 maggio.Il premio principale prevede un finanziamento di 500 mila dollari, risorse che il Majorana ha già deciso come utilizzare. “Se dovessimo vincere, potenzieremo i nostri server per dare la possibilità a quante più scuole possibile di accedere alla piattaforma”.Nel frattempo, la candidatura ha già avuto un effetto concreto: maggiore entusiasmo tra i docenti e un interesse crescente da parte di altre scuole che stanno aderendo alla rete. “Il fatto di essere tra i 50 finalisti ci ha riempito di orgoglio”, conclude Giuliano. “E sta creando ancora più entusiasmo nel lavoro dei docenti che stanno contribuendo a costruire i contenuti”.
Come l'AI può aiutare gli studenti a imparare meglio? Con questa domanda, una scuola italiana è tra le finaliste del Global Schools Prize
La piattaforma Book in Progress, che adatta i contenuti agli stili di apprendimento porta l’Istituto superiore Ettore Majorana di Brindisi tra i finalisti del Global Schools Prize






