Forse avete comprato un videocitofono smart per essere sicuri di non perdere la consegna della vostra pizza o evitare di alzarvi dal letto quando suona un venditore porta a porta. Quello che forse non avevate messo in conto è che il vostro sistema di sicurezza domestico possa trasformarsi in uno strumento di sorveglianza.Negli ultimi tempi questi dispositivi hanno spesso fatto notizia, dall’inquietante pubblicità di Ring all'ultimo Super Bowl al ruolo dei filmati del campanello smart di Nest nel caso di Nancy Guthrie. Ormai sempre più persone iniziano a chiedersi dove finiscono i loro video, chi potrebbe usarli e a quale scopo.Per questo motivo, abbiamo raccolto i consigli di alcuni esperti su come proteggere la vostra privacy e quella delle persone nel vostro quartiere. Vi segnaleremo anche alcuni dei migliori videocitofoni smart in circolazione, spiegandovi come utilizzarli in modo più attento alla privacy.Le controversie attorno a RingSoprattutto negli Stati Uniti, Ring ha suscitato diversi timori per i dati raccolti, le modalità di condivisione e varie collaborazioni con le forze dell’ordine. L’azienda ha più volte annunciato accordi per rendere i video più accessibili alle forze dell’ordine, salvo poi ritirarli in seguito alle reazioni dell’opinione pubblica. Ma il clamore suscitato dallo spot del Super Bowl, che mostra una rete di telecamere Ring mentre sfrutta l’intelligenza artificiale per rintracciare un cane smarrito, ha raggiunto livelli finora inediti.Il senatore Ed Markey ha invitato gli americani a “opporsi a questo inquietante stato di sorveglianza”. L’esperto di privacy Chris Gilliard ha descritto la pubblicità come “un goffo tentativo da parte di Ring di mettere un volto rassicurante su una realtà piuttosto distopica: una sorveglianza diffusa e interconnessa gestita da un’azienda che intrattiene rapporti molto stretti con le forze dell’ordine”, ha scritto in un articolo su 404 Media.Ma forse la risposta più divertente è arrivata da una parodia che vede protagonista Dave Crosby, cofondatore della società rivale Wyze: “Potremmo usare questa tecnologia per trovare letteralmente chiunque, ma la usiamo solo per individuare i cani smarriti”, confessa Crosby nel video. Non ci è voluto molto perché Ring annunciasse la cancellazione della sua partnership con Flock, società che offre sistemi di videosorveglianza a forze di polizia.“Non sarei pronto a dire che Ring è innocua solo perché l’azienda ha annullato una possibile collaborazione con Flock”, ha detto a Wired Matthew Guariglia, analista senior di politiche pubbliche presso la Electronic Frontier Foundation (EFF). “Le persone devono capire che tutti questi dispositivi e i sistemi usati dalla polizia possono facilmente comunicare tra loro. Axon, che produce una grande percentuale delle bodycam usate dalla polizia e una piattaforma molto diffusa per integrare i sistemi di sorveglianza delle forze dell’ordine, sta sviluppando uno strumento che permetterà agli agenti di richiedere i filmati delle telecamere Ring. Quindi la battaglia continua, nonostante qualche debole operazione di immagine”.Quando ho chiesto a Jamie Siminoff di commentare la questione nel settembre del 2025, il fondatore di Ring si è mostrato fiducioso: “Non stiamo dando alla polizia alcun accesso diretto ai filmati. Gli agenti possono solo chiederli, in un modo che sia rispettoso della privacy, a chi decide volontariamente di condividerli perché vuole vivere in un quartiere sicuro”.I rischi per la privacyAnche con le migliori intenzioni, è difficile prevedere in che modo i filmati vengono condivisi e utilizzati. E quando diverse reti di telecamere vengono combinate tra loro, la minaccia per la privacy personale diventa ancora più concreta.“Potrebbe non darvi fastidio passare davanti a una singola telecamera che registra dove vi trovavate in un certo momento”, spiega Guariglia. “Ma pensate a cosa possono catturare prese nel loro insieme: l’intera giornata di una persona vista attraverso centinaia di telecamere interconnesse”.Esiste poi il rischio che i filmati finiscano nelle mani sbagliate e vengano usati per indagini a sfondo politico, molestie da parte della polizia o episodi di stalking, senza che lo sappiate o abbiate mai dato la vostra autorizzazione. Oppure potrebbero accedervi dipendenti dell’azienda e appaltatori esterni, senza contare l'eventualità di un attacco informatico. Alcuni anni fa Amazon ha raggiunto un accordo per chiudere una causa sulla privacy intentata negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission (Ftc) che menzionava proprio questi scenari.Più di recente, secondo 404 Media, la famigerata agenzia americana anti-immigrazione Immigration and Customs Enforcement (Ice) ha iniziato a utilizzare le telecamere per la lettura automatica delle targhe automobilistiche (Alpr) di Flock negli Stati Uniti.Da ultimo, vanno considerati anche i proprietari. I filmati delle telecamere vengono spesso condivisi online senza che le persone riprese lo sappiano o abbiano dato il consenso. Sempre negli Stati Uniti, gli utenti pubblicano video di presunti individui sospetti nelle app di quartiere e sui social media. In questi casi, il rischio che i timori degli utenti riflettano pregiudizi personali o etnici è reale, come suggerisce questa ricerca.Come proteggersiEsistono modi molto più semplici e veloci per proteggere i filmati del vostro videocitofono smart. Posto che eliminare del tutto il dispositivo è la soluzione più sicura per eliminare ogni dubbio sulla privacy, se non volete farlo potete iniziare dall'evitare i servizi cloud.“Tenetevi i vostri dati”, dice Matt Sailor, fondatore dell’azienda internazionale di sistemi di sorveglianza digitale IC Realtime. “Non c’è alcun bisogno che altre persone abbiano accesso ai vostri dati”.L’ideale è scegliere un videocitofono che registri solo in locale, oppure disattivare l’archiviazione dei video nel cloud. Mentre alcuni dispositivi dispongono di memoria integrata, un sistema collegato tramite ethernet a un registratore interno è generalmente più sicuro poiché rende i dati più difficili da raggiungere e bypassa il wi-fi, con cui è relativamente facile interferire.Il videocitofono di Reolink, per esempio, supporta la tecnologia Power over ethernet (Poe), che consente di registrare localmente su un dispositivo all’interno. In generale, i dispositivi cablati sono anche più reattivi e affidabili rispetto alle versioni wireless.Videocitofono smart Reolink PoeTra le altre opzioni che potrebbe valere la pena di prendere in considerazione ci sono anche i modelli Eufy, come l'E340 (180 euro), oppure i dispositivi della linea Tapo di TP-Link.Videocitofono eufy E340Videocitofono smart Tapo D205A prescindere da dove ricada la vostra scelta, controllate di non essere iscritti automaticamente a programmi di condivisione dei filmati. Sailor consiglia di leggere con attenzione le condizioni dei servizi freemium: non tanto perché qualcuno stia necessariamente guardando i vostri video, quanto per assicurarsi che le aziende tech non usino i vostri dati per addestrare la loro intelligenza artificiale e migliorare i dispositivi. “Hanno algoritmi che imparano dai vostri comportamenti”, sottolinea l'imprenditore.Usare il cloud non è sempre una cattiva idea, mi spiega Sailor. Può aumentare la sicurezza del sistema, riducendo il rischio che un intruso deciso a entrare in casa vostra metta le mani sulle registrazioni salvate in locale. L’importante è scegliere un servizio cloud dotato di crittografia end-to-end, in modo che siate i soli a poter accedere ai video.Una possibilità da questo punto di vista è il videocitofono di Aqara con HomeKit Secure Video di Apple. Se avete un abbonamento a iCloud e un hub domestico (HomePod o Apple TV), il sistema crittograferà i vostri video prima di inviarli al cloud, così che nemmeno Apple possa accedervi. Ovviamente, anche affidarsi a HomeKit Secure Video comporta pro e contro.Videocitofono smart Aqara G4Cinque consigli per proteggere la vostra privacySe avete un videocitofono smart o state pensando di installarne uno, ecco alcuni suggerimenti per tutelare la vostra privacy e quella degli altri.Inquadrate solo la vostra proprietàSe possibile, posizionate le telecamere in modo che puntino esclusivamente verso la vostra proprietà. Molti videocitofoni smart e telecamere permettono anche di impostare zone di attività nell’app, così che la registrazione venga attivata solo da movimenti nel perimetro della vostra abitazione. Alcuni dispositivi consentono anche di oscurare determinate aree o creare zone di esclusione.Valutate di disattivare l’audioPer molte persone non aggiunge molto valore, ma comporta rischi significativi per la privacy. I videocitofoni sono dotati di microfoni molto sensibili, capaci di cogliere suoni che potreste non immaginare. In genere questo non impedisce di parlare con chi suona al campanello tramite la funzione di comunicazione bidirezionale.Conservate i filmati per un tempo limitatoSe vi preoccupa il modo in cui i video potrebbero essere utilizzati, considerate di ridurre al minimo l’archiviazione dei dati o di disattivarla del tutto. Un filmato non può essere usato in modi imprevedibili se non viene archiviato oppure si cancella automaticamente dopo poche ore.Pensateci bene prima di condividere un videoUna volta pubblicato online, perdete completamente il controllo su un contenuto. Le conseguenze possono essere imprevedibili, non solo per la persona ripresa ma anche per la vostra privacy.Non accettate in automatico le impostazioni predefiniteMolte funzioni sono attive di default e richiedono un intervento da parte vostra per impedire all’azienda di archiviare o utilizzare i vostri dati in modi che potreste preferire evitare.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.