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C'è un paradosso curioso nel mercato delle biciclette usate. In un'epoca in cui compriamo case, auto e voli aerei su uno schermo senza battere ciglio, acquistare una bici di seconda mano online genera ancora una forma ancestrale di diffidenza. Foto sfocate, descrizioni vaghe, venditori irreperibili dopo il pagamento. Il mercato esiste, è enorme, ma funziona ancora come un bazar del dopoguerra.
Eppure le condizioni per un salto di qualità ci sono tutte. La bici è diventata un oggetto di desiderio trasversale, la mobilità sostenibile non è più uno slogan ma una scelta concreta di milioni di persone, e l'economia circolare ha smesso di essere un concetto astratto per trasformarsi in un modello di consumo reale. Manca solo qualcuno che risolva il problema della fiducia.






