FREGONA (TREVISO) «Rifarei tutto. Rifarei anche il doppio. Purché continui a servire alle generazioni future». A 18 anni appena compiuti, dopo aver lasciato un biglietto alla famiglia, Leda sale in montagna, nell’altopiano del Cansiglio (tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia), per raggiungere il Gruppo brigate Vittorio Veneto, poi confluito nella Divisione Nino Nannetti. Vuole «solo dare una mano», invece diventerà, unica donna, la caposquadra di un gruppo di uomini. Leda non è stata staffetta, ma combattente: «Facevo tutto quello che faceva un soldato». Il suo nome di battaglia è «Mariska», e lassù rimarrà fino a guerra conclusa.
Leda Azzalini, partigiana e combattente
«Mariska», questo il nome di battaglia, è stata caposquadra sull’altopiano del Cansiglio. Ha imbracciato le armi fino alla Liberazione: «Ho sofferto, rifarei tutto». In occasione del 25 Aprile, a cento anni, racconta la sua storia








